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Lignano 1958
LIGNANO “ROMPE I PONTI”
CON LATISANA
Il centro balneare vuol esser Comune autonomo
dal nostro corrispondente
UDINE, mercoledì 5 novembre 1958
CON IL TAGLIO di due ponti, gli abitanti di Lignano hanno deciso questa mattina all'alba, di risolvere con la forza un'annosa questione, sorta fra loro e il Comune di Latisana, Lignano è una ridente località balneare; solamente fino qualche anno fa era soltanto un acquitrino, poi la volontà dei suoi abitanti l'ha trasformata in un centro di villeggiatura ormai noto e frequentatissimo ; il paese dipende ancora, come frazione, dall'amministrazione di Latisana. In altri termini, nonostante il recente e notevolissimo sviluppo, non è riuscito ad ottenere di essere fatto Comune autonomo. Finora, i lignanesi avevano cercato in ogni modo, con le buone, di riuscire nel loro scopo, senza giungere oltre un parere favorevole dato dal Parlamento decaduto nel maggio scorso. Per Lignano, essere Comune non è solamente questione di prestigio, ma è una necessità economica. Tutti motivi questi, naturalmente, che per Latisana hanno il valore opposto, in quanto la località balneare rende parecchio, con le imposte dirette e indirette, all'amministrazione che la tutela. Proprio le cartelle delle tasse, giunte in questi giorni ai lignanesi, sono servite a gettare olio sul fuoco: le tasse sono praticamente triplicate.
MOTIVI DI MALCONTENTO
A questo si aggiunge un altro motivo di malcontento: le case popolari. Ne sono state costruite infatti solo a Latisana e in parte sono ancora vuote, mentre a Lignano che c’è urgente bisogno niente.
SINGOLARE « PRONUNCIAMENTO » SULLE RIVE DELL'ADRIATICO
Lignano vuole l'autonomia
e “taglia i ponti' con Latisana
Da stamane interrotte le vie d'accesso al ridente centro balneare
La cartella delle tasse ha fatto ... precipitare la
LIGNANO mercoledì 5 novembre 1958
Dalle ore quattro di stamattìna il centro balneare di Lignano è isolato. La via d'accesso alla ridentissima località; è stata interrotta poco oltre Bevazzana, ove passa il canale navigabile congiungente la laguna di Marano con quella di Venezia, canale sormontato da un ponte girevole. La manovra è stata facilissima: il ponte è stato aperto e nessuna corriera, nessuna macchina, nessun autocarro ha potuto proseguire. Praticamente soltanto in barca è ora possibile entrare in quello che è divenuto «il territorio libero di Lignano ». Niente altro è tuttavia successo in conseguenza, dell'improvvisa impennata dei Lignanesi: sui due tronconi della strada interrotta sostano tranquilìssimi, insieme ad alcuni incaricati della località « ribelle », carabinieri e guardie di finanza. Non vi sono violenze, ma soltanto la «resistenza passiva» dei lignanesi i quali non vogliono che alcuno per qualche tempo metta piede dalle loro parti affinché ciò serva come protesta e richiamo. Il solo danno reale consiste nell'impossibilità per le autocorriere di portare i passeggeri al capolinea, per i commessi viaggiatori di compiere il giro d'affari in programma, per gli autocarri pesanti di portare a destinazione il materiale edilizio atteso da molti cantieri che pertanto sono costretti a rallentare la loro attività. Comunque il collegamento telefonico con Lignano funziona perfettamente, ed è con questo mezzo che abbiamo potuto conoscere le cause del curiosissimo «pronunciamento»
Le quali cause sono tre, ma sostanzialmente si riconducono in una sola: e riguarda l'autonomia comunale a cui Lignano aspira ormai da parecchi anni. Sono note le vicende e le diatribe che da anni ormai si trascinano sull'argomento: da una parte si sostiene d'essere divenuti «maggiorenni» e di avere diritto a una famiglia Comunale propria, dall’altra si sostiene che dopo tanti sacrifici fatti per allevare la ora prosperosa ex – frazione, essa debba mettersi per conto proprio e mancare di versare nelle casse Comunali di La tisana quei pingui dazi che l’amministrazione ha posto persino sui materiali da costruzione per i nuovi alberghi e le nuove villette.








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