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Lignano 1958
Lignano 4 novembre 2008
Carissimi soci ed amici,
quando si parla di storia ad ognuno di noi può venir in mente un solo nome: FotoCineClub-Lignano; infatti la nostra associazione si dedica da 30 anni alla ricerca d’immagini e documenti che riguardano la nostra piccola e giovane realtà Comunale.
Ricorrono ormai i 50 anni della istituzione del Comune di Lignano Sabbiadoro, tutto nasce nella notte di mercoledì 5 novembre 1958, quando alle quattro del mattino quasi tutti i lignanesi si recarono al ponte di Bevazzana per ribellarsi alla "tirannia" di Latisana non era un'azione improvvisa, da tempo infatti a causa delle troppe tasse si tramava per la sua realizzazione e se ne studiavano i particolari; nulla doveva essere lasciato al caso, ed ognuno aveva il proprio incarico. Sapevano tutto anche a Roma da dove pochi mesi dopo: (il 18 luglio 1959 alle ore 12 suonano a festa le campane della chiesa non perché era mezzogiorno, ma per la telefonata che arrivò) il 21 luglio 1959 arrivò il "Decreto legge" con cui Lignano, da frazione del Comune di Latisana diventava Comune autonomo. LEGGE n.552 pubblicata sulla GAZZETTA UFFICIALE n° 185 del 3 agosto 1959
Vediamo di seguito i ruoli:
1) Don Mario Lucis, dal novembre del 1951 nostro parroco, ex-partigiano, aveva ancora dentro di se la furia del combattente, e fu proprio Lui ad "istigare" gli altri "cospiratori-carbonari" alla rivolta organizzando già dal '54 il gruppo della Democrazia Cristiana che doveva poi gestire il nuovo Comune.
2) Dottor Emilio Zatti medico condotto, suo "compare di merende" e complice alla pari.
3) Guido Teghil segretario della DC, che fu poi il primo Sindaco
4) Virgilio, Bruno ed Argelio Scarpa, albergatori-titolari del covo dei rivoltosi.
5) Bruno Canova, i cugini Luigi, Elio e Mario De Minicis, Bruno Cocetta il panettiere, Giuseppe Piccoli unico arrestato, Paolo Zen, Mario Pizzolitto, Giovanni Culaon, Attilio Chioratto (che era in barca e gli mancò poco a cadere nel canale), Natalino Fanotto (che conserva tutt'ora, i giornali di quei giorni come fossero reliquie), Aldo Paretti, Giovanni De Filippis, Giovanni De Minicis, Pier Giorgio Tami, Renato Martin, Bepi Anzil, il pescatore Milocco (detto Siane), Massimo e Sergio Scudiero, Aldo Battistella e Bortolo Caoduro, poi ancora Tiziano Zoccarato, Giovanni Serafin, Virgilio Sandri e Bruno Zanatta incaricati al taglio delle catene...questi solo alcuni degli organizzatori, ma molti di più erano presenti sui due ponti. Tutto doveva essere perfetto, nulla doveva andare storto, nessuno doveva farsi male o litigare, Don Mario pensa alle "anime" calcola quante sono, riferisce il tutto a Coccetta per far arrivare le provviste di farina e per calcolare quanti giorni di pane venivano assicurati la chiusura sarebbe stata ad innoltranza, Zatti calcolava i tempi per le previste nascite, censiva i malati gravi, e valutava le possibili emergenze; si provvedeva quindi alle barche per traghettare, ed alle automobili su entrambe le sponde per il trasporto, e così fu assicurato anche il parto della signora Gregoratti moglie di Tullio, ed anche l'operazione d'appendicite a due bambini. Finita la rivolta si dovevano raccogliere i frutti di tanta fatica, per cui andava messa in moto la macchina politica anticipando... prevedendo le mosse che avrebbero fatto quelli di Latisana, che per loro disgrazia avevano al governo del paese una lista civica e quindi non avevano "orecchi" a Roma dove si stava perfezionando un accordo tra Democristiani Friulani e Comunisti Siciliani per "uno scambio di favori" poi realizzato con: tu dai un Comune a me, io do un Comune a te...tutti votarono senza nessun contrario... felici e contenti... il resto? Lo trovate nei racconti della gente... godetevi il nostro regalo,...
la nostra storia non va dimenticata...
è una cosa PREZIOSA !
Per il FotoCineClub-Lignano
Il Presidente
Doriano MORO
Contro Latisana
Lignano in rivolta
I cittadini della frazione vogliono amministrarsi da soli
LIGNANO (Udine), martedì 4 novembre 1958
Un vivo fermento regna fra la popolazione di questo popoloso centro che ha deciso per rappresaglia contro il Comune di Latisana, del quale fa parte come frazione, di ,,aprire,, domattina i ponti sul canale Bevazzana onde impedire qualsiasi comunicazione fra le due località e dar veste tangibile alla definitiva rottura di rapporti, fra di esse,
Bisogna sapere che Lignano da tempo aspira a diventare comune autonomo, e ne ha pieno diritto sia come popolazione che come possibilità di autonomia amministrativa. Un antico progetto in tal senso fu respinto a suo tempo ma gli attivi e cocciuti lignanesi non hanno mai disarmato e un nuovo progetto pare stia per essere presentato alle Camere.
Ora pare che gli amministratori sedenti a Latisana, in vista di un distacco più o meno prossimo, abbiano deciso di sfruttare finchè possibile la situazione « attingendo fino all'estremo limite dalle finanze della frazione tanto che i bravi lignanesi si sono visti appioppare fior di tasse, mentre per contro non è stata eseguita alcuna opera di pubblica utilità «ci penserete voi stessi» par dicano alla sede Comunale. Così la situazione è andata facendosi sempre più tesa fino a sfociare nell'attuale « rivolta » di Lignano contro Latisana.
In sostanza e nell'attesa della concessione dell'autonomia comunale, Lignano chiede autonomia amministrativa, la riduzione delle tasse e la costruzione di case operaie.
Altrimenti i ponti resteranno « aperti » e l'esattore dovrà passare il Bevazzana con la barca.
Senza pregiudizio alcuno per le accoglienze che gli sarebbero riserbate.











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